Padre Leonardo Pacini o.f.m.
 


Celebrazioni dal 70° della morte
Mostra antologica
 
La Vita

P. Leonardo Pacini all’anagrafe Francesco, nacque a Chiesina Montalese (Pistoia) il 26 maggio 1885. Sin da ragazzo sentì la vocazione religiosa, entrando a far parte della famiglia francescana dell’Ordine Minoritico. Appassionato di musica fece i primi passi come autodidatta esercitandosi a comporre laudi e mottetti. Vicedirettore e Maestro di cappella al Collegio di S.Francesco a Fiesole, studiò composizione sotto la guida del Maestro Ildebrando Pizzetti e si diplomò in Direzione d’orchestra e composizione con il massimo dei voti nel 1921 presso il Conservatorio G.B.Martini di Bologna. Nel 1914 fu eletto Segretario al Congresso di musica di Pisa. Compositore, direttore d’orchestra, critico musicale (collaborò con molte riviste dell’epoca), fu anche un validissimo insegnante e organista.Apprezzato dai più importanti musicisti suoi contemporanei. Le sue composizioni per lo più sacre, erano conosciute in tutta Italia ed all’estero. Una testimonianza della sua popolarità viene dalla Spagna, Santuario di Arantzazu, dove ancora oggi ricordano le sue musiche.
 
Pacini a Viareggio

La Provincia Toscana dei frati Minori trasferisce P. Leonardo a Viareggio nel 1919 dove rimarrà sino alla morte. Il convento di S. Francesco e la chiesa di S. Antonio portano un segno indelebile, sia per i suoi confratelli, sia per la città di Viareggio. Nel 1920 fonda la prima vera Corale della città chiamata “S. Cecilia” nota in tutta la Toscana ed oltre. Nel 1921 sino alla morte crea e dirige la prima scuola di musica della città denominata “Benedetto Marcello”. Con gli allievi della scuola nasce anche un’orchestra. La scuola fu un vero punto di riferimento per tantissimi giovani della città e di tutta la Versilia che si avvicinavano alla musica. Dalla scuola uscirono diversi allievi che divennero musicisti famosi a livello nazionale ed internazionale. Nel 1935 istituì anche l’orchestra d’archi “Benedetto Marcello” diretta dal suo allievo Ruggero Pezzini. Padre Pacini compose molta musica per archi, come trii, quartetti e quintetti. La scuola di musica dopo la morte del suo fondatore, fu riaperta l’anno successivo, ma l’avvento della guerra e la successiva distruzione di tutto il complesso conventuale portò alla definitiva chiusura della stessa scuola.
 
Malattia e Morte

P. Leonardo Pacini scopre di avere un tumore alla gola nel 1936, tentò tutte le cure possibili ma la morte arrivò inesorabile a soli 52 anni il 13 aprile 1937. Le autorità ordinarono il lutto cittadino e l’intera Viareggio rese omaggio al frate “Maestro” come veniva chiamato. La notizia della morte fu data in tutta Italia dalla radio nazionale E. I A.R. Padre Leonardo Pacini era un francescano nel termine più ampio dell’espressione così con amore verso Dio fondeva l’eccelsa disposizione dell’artista con la purezza e la dignità sacerdotale.
 
La musica sacra

Le composizioni sacre sono il punto cardine di P. Pacini. Egli amava dialogare con Dio attraverso la musica. Ciò che è rimasto del suo vastissimo repertorio sacro sono le oltre venti messe per coro e orchestra, di cui va ricordata la Messa Sit Nomin Domini Benedictum con la quale egli vinse la medaglia d’oro al Concorso Nazionale all’Accademia Musicale “G. Verdi” di Pavia. Gli oltre venti tra oratori, cantate e laudi. Centinaia di inni e Mottetti e alcuni brani per organo. Il suo primo oratorio di successo fu il: Transitus Divi Dominici (Transito di S. Domenico) su testo di P. I. Marini O.P. fu rappresentato la prima volta a Bologna nel 1921 riscotendo un vero successo. Nel 1923 compone il dramma sacro La Passione di Cristo su testo del poeta Enrico Pea, rappresentato in varie città d’Italia, tra cui il Teatro Mercadante di Napoli. S. Francesco trilogia serafica su libretto di Dante Del Fiorentino, fu composto tra il 1923 e il 1925 per commemorare il settimo centenario della morte di S. Francesco. Fu eseguito la prima volta a Viareggio, Teatro Politeama il 13 gennaio 1929. L’Araldo del gran Re testi di Lorenzo Perotti fu composto nel 1929 “da eseguirsi come oratorio e in scena vera e propria” eseguito molte volte negli anni con successo. Molti sono ancora i titoli di oratori che lui ha composto, e come il Perosi fu uno dei fautori del rinnovamento di questo genere musicale sacro, che vide nei primi decenni del novecento una nuova rinascita.
 
I tre Melodrammi

Il suo primo melodramma fu Alla Muda. L’opera fu composta nel 1924, la prima esecuzione avvenne a Viareggio al teatro Politeama il 2 settembre 1925 . Il dramma Il Pirata, finita di scrivere nel 1925 è l’unica composizione firmata con uno pseudonimo, “Porsenna Ciafic”. la prima esecuzione avvenne al Circolo Pio X a Viareggio nel maggio dello stesso anno. Mirta è l’inedito. Dramma semireligioso, considerato il suo vero capolavoro.
 
I grandi musicisti suoi amici

Nella vita di questo umile frate che sapeva di aver ricevuto da Dio un grande talento, aveva avuto, grazie alla sua musica la fortuna di conoscere e coltivare amicizie fraterne con alcuni musicisti fra i i più importanti del XX sec. Primo fra tutti il grande Giacomo Puccini, il direttore d’orchestra Leopoldo Mugnone , lo spagnolo Josè Padilla, l’organista Ulisse Matthey, oltre al suo Maestro di composizione Ildebrando Pizzetti ed altri ancora. Nomi famosi nel contesto musicale internazionale hanno suonato e cantato le sue musiche tra cui il grande soprano Salomea Kruceniski.
 
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